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Bologna….che scompare…

24 Ott

Sarà che la vita spesso ti porta lontano da quello che realmente desideravi e così, succede che ti svegli una mattina come tante altre e ti vedi per quello che sei in quel momento. L’odore del caffè nei bar,il colletto della mia giacca che sa del mio profumo,il pacchetto di sigarette e le carte di credito che prendi svelto prima di uscire,la nebbia della mia città,la mia canzone preferita in radio mentre sono fermo in coda. Le persone strette nel loro cappotto e le file di ragazzetti che aspettano il bus;alcuni corrono dalla parte opposta,anche io facevo così…forse sono ancora così. Le persone che inseguono svelte le loro mete, le loro ambizioni, i loro 15 del mese; la città che respira, che al mattino ti ingabbia e la sera ti rilassa con le sue luci e i suoi rumori…questa città ha qualcosa di me che ancora non ho scoperto, ha qualcosa di magico nascosto sulla gente dondolante che guarda fuori dai finestrini dei bus verso casa. Così a furia di aggiustare il tiro ai tuoi desideri, alla fine ti accorgi che stai bene lì dove sei sempre stato; quindi è così che succede…che la gente smette di sognare…

Ross Bologna città 24 Ottobre 2013

Ma i “Giovani d’oggi” ??!

1 Ott

Sono seduto nella sala d’aspetto di un medico della mutua; luce un po’ soffusa poiché è al piano terra con quelle belle tendine alle finestre, la segretaria è china su un plico di ricette e lo mette via e poi lo riprende in mano; sembra che non abbia nulla da fare. I giornali di gossip più ‘spazzatura’ che si possano acquistare, la fanno da padrone sul tavolino alto quanto il garrese di un Beagle; accanto a me, un signore chino sul telefonino degli anni ’90; quegli indistruttibili telefonini; accanto a lui una signora anziana sulla ottantina che chiacchiera animatamente con un signore che deve avere più o meno la sua stessa età. Sembra siano degli abitué poiché conoscono la segretaria, scherzano con lei, si raccontano tra loro fatti personalissimi; credo siano di quegli anziani che vanno in quei posti giusto per fare due tre chiacchiere, per sparlare un po’. Ad un tratto però il discorso prende una piega strana, iniziano a parlare dei giovani d’oggi che non han voglia di far nulla, che non li aiutano perché, sai “sono tutti tanto occupati”, ovviamente in tono ironico, con il cellulare, la ragazza, le vacanze, andare a ballare… sento con piacere che questi signori sono molto aggiornati sui giorni nostri dalle parole che dicono. Mi piacerebbe domandargli se anche ai ‘loro tempi’ la vita per un Giovane era così dura come oggi; mi piacerebbe domandargli se anche a lui hanno fatto mille contratti da due o tre mesi non retribuiti, senza garanzie, senza sicurezze, senza contributi pensione, senza tutela alcuna da parte della legge, senza malattie e ferie pagate; mi piacerebbe domandargli, visto che sembra che solo loro si siano ‘spaccati la schiena e abbiano lavorato’, se anche ai loro tempi si leggevano annunci di lavoro incomprensibili come questo: ”Cercasi persona motivata e disposta a lavorare in team, nei weekend, la notte, apprendista con tre anni di esperienza nella mansione di vendita porta a porta, guadagni commisurati all’esperienza” ; mi piacerebbe domandargli se anche loro sanno cosa vuole dire essere bombardati giorno e notte di frasi di personaggi fantomatici e politici che ci prendono in giro ogni giorno di più. Vorrei anche domandare a questi signori, su quali basi affermano quello che stanno dicendo perché tutta la gente che conosco io gira col curriculum in mano, vorrebbe farsi una famiglia ma non può, niente mutui, niente fidi, le famiglie possono aiutarti ma non vivere un’altra vita per te e così che fai? Ti ritrovi dentro un call center a rompere i coglioni alla gente che come te non ha soldi da spendere; a provare a vendere prodotti porta a porta che nessuno acquisterà mai e, nel frattempo, gli anni passano e tu non hai nemmeno un euro di contributi per la pensione, senza contare che la maggior parte di Noi lavora per 500 o 600 euro al mese; quando va bene!. Poi si sente dire che i giovani d’oggi non hanno più sogni, che sogni dovremmo avere se non possiamo nemmeno immaginarci di mettere al mondo un figlio senza aver paura di fargli fare la fame? Che sogni dovremmo avere senza sapere se tra un mese avremo ancora quel lavoro di merda che abbiamo adesso? Che sogni dovremmo avere se ci sentiamo in colpa a chiedere il nostro stipendio con due mesi di arretrati? Questa storia dei sogni mi fa venire in mente un immagine che ho visto questa estate al mare; un ragazzino aveva perso il suo piccolo canotto gonfiabile e con lo scirocco, questo si allontanava sempre di più dalla riva come rotolando sull’ acqua. Qualcuno è partito a nuoto ma il canotto si allontanava, sempre di più, sempre di più… ecco cosa mi fa venire in mente questa storia che i giovani d’oggi non hanno più sogni.

Leggendo la “Gazzetta di Modena” questa mattina poi, ho trovato un articolo veramente ‘interessante’ che racconta la storia di quattro immigrati che lavorano qui al mercato della mia città lodandoli per i loro sforzi nel lavorare e per reggere alle tasse, all’IVA; diceva che il il 90% di bancarelle al mercato sono gestite da immigrati…che bravi, mi piacerebbe sapere se uscirà mai un articolo che invece parli delle cose reali, dei giovani come me che vivono Modena e l’Italia, dei nostri affanni e dei nostri sogni che anche senza scirocco, si allontanano sempre di più. Grazie stampa, grazie anziani…ma del resto, coi media e i politici che ci ritroviamo; mica ce la possiamo prendere con gli anziani…Giovani,  non siate schizzinosi

Ah ovviamente, il canotto mica sono riusciti a prenderlo, alla fine sì…hanno mollato e lui è sparito all’ orizzonte…

Chinatown economiche…a Modena..

15 Ago

L’altro giorno mi sono imbattuto in un banner pubblicitario alquanto “inquietante”; vendo tutto ai cinesi… La mia curiosità imprenditoriale e non, mi ha spinto rapidamente a cliccare su di esso ed entro in un sito il cui link fa tipo “cinesicompranotutto”. Praticamente si tratta di una agenzia che tu contatti in caso voglia vendere la tua attività o il tuo immobile e loro ti mettono subito in contatto con imprenditori cinesi per concludere l’affare.
Oggi è ferragosto, dicono che in città non cè nessuno, i negozi tengono tutti chiusi, tanto non verrà nessuno a ferragosto; la gente si è fatta la sua spesa per i due giorni che vengono e, sui giornali, si legge che la crisi sta distruggendo ogni cosa, anche se l’Italia forse tra un annetto uscirà dalla recessione. Io sono uno stimato fumatore e quindi, quale scusa migliore per andare a fare un giro fino alla macchinetta delle sigarette prima di pranzo il giorno di ferragosto. Bè non sono stato alla macchinetta no, mi sono fermato in uno dei centinaia di bar di cinesi che, ovviamente invece a Ferragosto, come tutti gli altri giorni e le altre sere, sono aperti. Appena entrato mi sono sentito come se fossi in mezzo ad un branco di pecore fermo in mezzo alla strada, gente fuori che chiacchiera con un caffe in mano sui tavolini, gente dentro che legge il giornale, gioca alle macchinette, acquista chewin gum o caramelline, paste, pizzette.
Sembrava un ristorante del centro al sabato sera in novembre, dove la gente fuori aspetta che si liberi il primo tavolo, al freddo, sfumacchiando.
Mi sono messo in fila pensando che dovevo andare alla macchinetta, invece, nel giro di un nano secondo, una brunetta con gli occhi a mandorla e un sorriso piccolissimo mi fa “prego ciao dimmi!” Sbigottito, intasco le ‘paglie’ ed esco…
Mentre rientravo, altri quattro bar rosticcerie e tabaccherie di cinesi erano affollate da Italiani come formiche su un formicaio. Hai capito questi cinesi, comprano tutto…e poi tengono anche aperto a ferragosto, la domenica, la sera fino all’una di notte. Ma ecco la domanda che forse farà arrabbiare qualche lettore: Che fanno invece gli Italiani delle loro attività?
Ascoltano il tg sentendo parlare di crisi e poi chiudono appena possono;i bar di Italiani sono meno forniti, meno cordiali perché mi capita spesso, in tabaccheria, di dover aspettare dieci minuti per prendere le sigarette perché la tabaccaia sta discutendo con una signora di gratta e vinci; alle sette e mezzo o prima son già tutti chiusi, ferie di venti giorni e poi, magari, ti ritrovi questi imprenditori modenesi nei bar dei cinesi a prendere i caffè la domenica mattina.
Del resto a Ferragosto si sa, chi vuoi che venga nel mio bar, la cittá è deserta, non cè nessuno, gli affari vanno male, i giornali dicono che nessuno va in ferie…..e il mio bar tabaccheria, lo tengo chiuso; e quando rientrerò dalle ferie, racconterò ai miei clienti dei giorni feriali di quanto le spiagge erano deserte, di quanto l’Italia stia andando a rotoli e invece quei dannati cinesi, hanno tutte le fortune del mondo…
Ovviamente non voglio generalizzare e la crisi è certo un problema reale ma io credo che, come diceva Einstein “è impossibile che le cose cambino se si continua a fare sempre la stessa cosa”. Mi sarebbe piaciuto andare in un bar di un modenese oggi, magari fare due chiacchere su quanta gente invece è in cittá a ferragosto, le strade sono piene, magari in dialetto, magari lui avrebbe potuto dire che non chiude di certo, che non perde opportunità invece, credo che tornerò da quel cinese entro sera….stasera grigliata ed io, ho voglia di una birra e li costa anche meno, oltre ad essere gli unici aperti…. Buon ferragosto
!

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Il mondo ammalato

14 Ago

Una volta all’areoporto di Charles de Gaulle, Parigi, uno di quegli areoporti che occupano un intero quartiere, uno di quelli dove potresti girare per giorni bevendo soltanto Starbucks in mille Starbucks diversi e comprando solo souvenire, mi si avvicinò un uomo; gli occhi a mezz’asta iniettati di sangue per il jetlag e il passo pesante di chi non dorme da giorni e cominciò a chiedermi in una lingua tipo inglese se avevo visto delle guardie in giro, un posto di polizia. A quanto capì era stato derubato e sembrava che sul serio fosse sfinito anche moralmente, di quelli che non si aspettano più nulla dalla vita, tantomeno se ti trovi in un posto pieno di Starbucks. Oggi mi sento un pò come quell’uomo fradicio di sonno a Charles de Gaulle; non per me o per la mia vita, ma per la nostra. Stamattina mi sono imbattuto in un quotidiano senza volerlo (ho quasi smesso di leggere quotidiani e le mie nozioni di cronaca e politica si limitano a quello che sento nelle caffetterie la mattina o quello che leggo on line) e non mi è piaciuto imbattermi in quel quotidiano. Cè qualcosa di strano nel mondo, cè qualcosa di diabolico nelle persone. Non sto a dirvi quale notizia in particolare mi ha spinto a scrivere su questo Blog che tenevo a lasciare muto fino a settembre. Magari lo immaginate; ma il mondo è ammalato, come la gente, ci sono troppi pazzi in giro, troppa gente che di botto TAC!! Smette di ragionare… Non mi piace questo mondo, non mi piacciono i quotidiani, uno dei motivi per cui smisi di leggerli è stata la fotografia di un gruppo di ragazzi che mostravano il corpo di un cane a cui avevano appena strappato la testa e tolto accuratamente la pelle. Mi ha fatto schifo questo mondo, ci vuole coraggio a chiamarlo mondo… Come quel tipo sgualcito all’areoporto…chissá cosa ne è di lui, ma avevamo qualcosa in comune quel giorno in cui ci siamo incontrati; eravamo entrambi scontenti di questo mondo e stanchi, tanto stanchi…non so perché condivido con Voi questo pensiero, mi piace l’idea che restasse qui questo mio pensiero, non altrove e tentomeno nella mia testa. D’altronde si scrive anche per questo no? Per allontanarsi, per sorseggiare mentalmente un cappuccino bollente di Starbucks mentre cammino tranquillo in attesa del mio volo al Terminal 3 di Charles de Gaulle.

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La capacità dimenticata del “poter cambiare”…

1 Lug

“La creatività nasce dalle difficoltà nello stesso modo che il giorno nasce dalla notte oscura.”

Sapete chi recitava anni addietro questa frase eccezionale?? No? Ve lo dico io, il grande Albert Einstein…Ma chi di noi veramente è in grado di fare quello che vi è scritto in questa potentissima riga di testo??

Forse pochi di noi, almeno alcuni dei migliori.

Ma si può sempre imparare qualcosa, sia dalle frasi dei grandi, sia dai nostri sbagli, soprattutto dai nostri sbagli.

Sì perché è così, quando qualcuno si trova in una situazione che non lo appaga più, o in cui non si sente realmente bene come prima, cerca di cambiare, un po’ come diceva Darwin…Evoluzione della specie!! Non c’è più acqua e cibo? Ci spostiamo, più avanti la troveremo.

Possiamo applicare questo concetto brevissimo in tantissimi campi, dalle relazioni personali fino al nostro lavoro, ai nostri obiettivi.

Concedetemi una vena di romanticismo; se la persona con cui stiamo non ci appaga più che facciamo? Ci sono alcuni di noi che ci stanno lo stesso, altri che si spostano, proprio come gli animali che non hanno più cibo in una determinata zona o le anatre migratorie.

Sapete quanta strada sono in grado di fare queste anatre per il loro cambiamento? Alcune anche 5000Km in circa 100 giorni…è eccezionale…

Perciò, nei momenti in cui crediamo che non ci sia più nulla ormai da fare, nei momenti bui, ci dimentichiamo che noi siamo sempre lì, ci dimentichiamo che abbiamo delle risorse, dei valori, delle IDEE!! La potenza infinita di una buona idea!!!

Un po’ come quando tocchiamo il fondo al mare per vedere quanto è profonda l’acqua…la spinta non dimentichiamo mai di darcela per risalire e più in fondo andiamo, più bella sarà quella prima boccata di aria che prenderemo!!

“Terminiamo definitivamente con l’ unico vero ostacolo che ci minaccia, cioè la tragedia di non voler lottare per superarlo”….7333274-anatre-in-volo-in-un-formazione-di-triangolo

Buona Estate Amici miei!!! E spiccate il volo!!!

Cos’è davvero un ‘Rimpianto’?

29 Mag

Ve l’ho già detto in qualche post che adoro scrivere prima di dormire vero? Bè eccomi qui, in questo strano martedì sera o notte, a seconda dei punti di vista.

Vi ho detto anche che la notte ho sempre una vena di tristezza che mi fa spesso imparare qualcosa??se non lo sapete, lo imparerete oggi…

Oggi ho avuto una giornata strana che però ancora di più mi ha aperto gli occhi su una cosa essenziale…il tempo e la vita…fateci caso; un po’ come quando si dice “Caspita quando ci si diverte il tempo vola” ; perché troppo spesso ce lo scordiamo che il tempo passa.

La vita è come una grande festa ed è importante tutto quello che facciamo a questa festa…anche le cazzate, anche come si arriva e anche come si va via da questa festa.

Non possiamo mai dire “Va bè lo farò più tardi” mai! Non possiamo mai permetterci di tenere per noi qualcosa che volevamo dire o fare, non è possibile, non si fa; non esiste il fattore “domani” , domani non cambierà nulla, domani porta sempre domani fino a quando forse, poi, un domani nemmeno ci sarà.

Vi sembra possibile che due persone che stanno insieme per quasi settant’ anni si trovino, di punto in bianco, a non potersi più parlare, scrivere, vedere, nemmeno sapere se sono vivi o morti da qualche parte…forse… no, non è possibile eppure succede spesso, ogni giorno, io ne ho un esempio proprio sotto gli occhi in questi giorni, purtroppo, non esiste mai un domani; fai quello che devi fare, caricati di energia positiva e fai tutto quello che vuoi ma ti prego, non restare indietro, non rimandare a domani le cose non dette o le cose non fatte, trova il coraggio. Il rimpianto è una delle cose peggiori che l’uomo sia in grado di generare eppure, si sottovalutano sempre troppo i rimpianti; il più delle volte diventano semplice malinconia, ma sono cose non fatte, sono decisioni non prese, sono cose non dette, sono baci mai dati, sono carezze mai ricevute…non sono nostalgia, sono emozioni non vissute. Ho letto una volta da qualche parte una frase che diceva più o meno così “E’ meglio un bacio mai dato che uno ricevuto quando ormai è troppo tardi”…forse lo lessi attaccato ad un frigo, in una di quelle cucinette degli infermieri in ospedale, quelle cucine strette e tutte bianche che sanno di disinfettante e forno a microonde…uno dei posti dove pochi fortunati riescono a dire “Ma sì…ci penserò domani…” .

Basta aspettare! Basta rimandare e tenere dentro quello che abbiamo! Non è facile lo so…ma tutto è difficile prima di provarci e so per certo che non è un provarci…è un riuscirci!!

Non facciamo lo sbaglio che fanno tanti…non aspettiamo…non aspettiamo più! E questo è molto importante per prendere consapevolezza di noi, delle nostre energie e delle nostre capacità.

Un carissimo e un po’ triste saluto, ma forse poi, non sono triste, sono solo un po’ incazzato perché la vita ci confonde, come quando guardi un aereo che passa e ti perdi la stella cadente che aspettavi da ore….hai perso un desiderio quel giorno, una speranza, una possibilità quella notte…non una stella cadente…

Al prossimo post!!

Omino grasso o Omino magro??

17 Mag

In questa rilassante e fresca sera di maggio, dopo la tempesta e gli allarmi meteo, ho voglia di scrivere un bel post, molto interessante.

Un giorno, ad un corso motivazionale sul marketing e la vendita, precisamente il cross-selling, ci hanno fatto un esempio che mi rimase in testa.

La nostra vita è un continuo tiro alla fune conteso da due entità; uno è un omino grasso, l’altro, è l’omino fisicato, quello che non beve, non fuma e che sa ciò che vuole.

Quando ad esempio alla sera siamo stanchi e affaticati e l’unica cosa che desideriamo è un’ottima pizza fumante e un paio di birre sul divano davanti alla tv…l’omino grasso inizia a tirare “Beviti un paio di birre e rilassati” e l’omino magro “hai iniziato la dieta lunedì, abbiamo corso due volte a settimana, non buttare via tutto quello che hai ottenuto fino ad oggi” e il grassoccio “ che ti frega, correrai dieci minuti in più domani, te le meriti quelle due birre cazzo!”e così via…più o meno la storia è così per ogni cosa che ci troviamo ad affrontare e a volte vince l’omino magro e a volte l’omino grasso; questo continuo vincere un po’ il grasso e un po’ il magro, fa restare la maggior parte di noi nella ‘mediocrità’.

Le persone che riescono invece a fare la differenza, sono quelle che hanno una determinazione molto forte, che hanno buone energie positive e che quando si alzano al mattino dicono “oggi sarà una splendida giornata!” e non vogliono sentire niente; sarà una splendida giornata!!.

Non è certo semplice riuscire a dare giorno dopo giorno manforte all’ omino magro, continuare a dirci che andrà tutto bene e fare del nostro meglio perché sia così; non è per nulla facile ed io, che credo e devo fermamente credere che se mi sveglio dicendo “sarà un ottima giornata” so che avrò un ottima giornata, so anche che è difficile per molti fattori ma tra questi tanti fattori uno in particolare è difficilissimo da trovare ed eliminare.

Abbiamo parlato di empatia e della capacità dell’uomo di influenzare l’umore degli altri e di quelle persone che sono in grado di farlo.

Cosa succede se nella mia vita, come forse tantissimi di noi, hanno persone negative, pesanti, proprio accanto a loro; ogni giorno, ogni ora e sono persone che magari non puoi e non vuoi per nulla al mondo tagliare dalla tua vita?Certe volte può essere un genitore, un carissimo amico o perché no, potrebbe essere anche il\la propria compagna.

Come posso difendermi da questa negatività che viene da una di queste persone a noi così care??.

Bella domanda vero? Anche perché se non diamo risposta a questa, tutta o buona parte della legge di attrazione o del bel parlare di energie e aure andrebbe in fumo…io ho dovuto trovare una risposta e ci sono riuscito.

Non so, ora, se qualcuno di quei bravi relatori motivatissimi che sapevano di caffè e che erano a parlare sul palco quella domenica mattina alle nove, si siano mai chiesti una cosa del genere; non so nemmeno se sarebbero in grado di rispondere eppure, centinaia di persone hanno questo problema enorme da risolvere.

Facile dire “taglia i rapporti negativi, circòndati di positività”…che taglio? non voglio tagliare la mia vita; so che anche voi avete avuto o avete tuttora situazioni simili.

Voglio lasciarvi riflettere come ho fatto in altri post…questo Week-end…magari leggere cosa ne pensate e poi, lunedì, di buon ora magari, darvi qualche informazione in merito; quindi che dire, per questo week-end, facciamo prevalere l’omino grasso e poi….. da lunedì!!

Buon relax!! Al prossimo post!

Ross..

Domani

10 Mag

Mi piace lasciare una parte di me prima di dormire, da qualche parte; non importa dove ma mi fa credere di poter continuare a pensare, di poter tenere gli occhi aperti su un pensiero, quei pensieri con cui ti addormenti sempre la notte…mi piace (pollice in su).

E’ tanto che non lo facevo più, forse l’ultima volta è stato quando scrissi ”Al Planetario…” , era estate; effettivamente ho trascurato un po’ il mio blog ma del resto, come scrissi una volta in uno dei miei svolazzanti tweet; ‘da piccolo giochi, disegni, suoni, poi da grande, la sera, sei sempre troppo stanco per giocare allo scrittore, all’artista’.

Eppure qualcosa voglio lasciarvela, proprio legata a questa frase scritta sopra.

Una volta, in un intervista, ho sentito uno dei miei grandi idoli dire una cosa che mi ha colpito molto; diceva più o meno che se tutti avessimo tempo da dedicare davvero a quello che ci piace, alla nostra arte preferita, oltre ad essere tutti artisti, saremmo anche tutti assolutamente felici… (Fabrizio De André).

Non è sciocca questa cosa; alla fine siamo noi a guidare la barca, se poi ci limitiamo a starcene lì mentre lei va, dopo aver impostato la rotta…non ci divertiremo mai e non diventeremo nemmeno dei campioni da regata… è questo che fà la differenza….la volontà, il volere davvero certe cose…è questo che fa la differenza, sì!

…mi sa che mi sto addormentando, grazie per permettermi di continuare in silenzio questi pensieri; domani è un nuovo giorno, domani è domani!! Il giorno a cui tutti rimandano quello che avrebbero dovuto fare oggi…un po’ il giorno della verità! perciò, buona fortuna!

A presto!

1 Mag

L’altra sera la città era stupenda, sembrava dormire, il sole quasi giallo prima di sparire del tutto diffondeva in mezzo alla foschia dei primi giorni caldi di fine aprile una luce senza ombre, quasi surreale.

La tangenziale sbuffava tranquilla, i cittadini erano già tutti fermi a casa o in qualche bar e proprio lungo la via del ritorno ho incontrato un uomo sdraiato sulla mezzeria di un parcheggio, deserto ormai, era tranquillo anche lui e dava modo alla scena di assumere una consistenza definita di assopimento.

Non so perché se ne stava lì, fatto sta che sono strane quelle giornate in cui fermi tutto; il ritmo della vita, dei pensieri, il ritmo di certi cuori che finiscono per divorarci completamente o il ritmo di certi occhi come quelli che incontri quando scatta il verde pedonale nelle strade di Parigi, tu vai da una parte insieme a tanti e tanti altri vanno dalla parte opposta eppure, qualche sguardo lo incontri, fugace, come il maestrale che porta le nuvole a costa appena prima che piova; poi te li dimentichi subito, certi sguardi, ma ti hanno lasciato qualcosa.

Sono strane quelle giornate in cui fermi tutto perché per un attimo credi di avere tempo per te, per quello che vuoi veramente fare.

E poi ci sono quegli amici che rientrano nella tua vita così, proprio come una di queste giornate “lunghe” e ti danno modo di ripensare a quanta cazzo di acqua riesca a passare sotto quei fottuti ponti e certa gente, che una volta era parte di te, sembra che nemmeno se ne sia accorta.

Quanto odio quelle situazioni in cui vecchi conoscenti ti incrociano e ti dicono “poi ti chiamo!! Ci beviamo qualcosa”.

Ma sì…beviamoci qualcosa, almeno fino alla prossima giornata in cui avrò la presunzione di tenermi del tempo per me, tutto mio…

A volte invidio questo tizio nella foto; maglioncino sbiadito, gambe incrociate, mani dietro la testa, nessuno che ha bisogno di lui, nessuno che ha da dirgli nulla…lo invidio un po’…perché non sta neanche a pensare a che cosa posso pensare io nel trovarlo lì, sdraiato in mezzo al parcheggio mentre accendo la macchina e se ne frega di quanta acqua possa passare sotto quei fottuti i ponti mentre te ne stai tranquillo così, a tenere del tempo per te.

Che bella serata, non si sente niente…ManOnTheRoad

L’Uomo delle nebbie

24 Mar

E lo so che poi non ci si accontenta mai,della vita, delle strade, dei sorrisi che fai e che vedi.
E farò una valigia e ci metterò dentro alcune canzoni, un ricordo e un profumo che quando voglio mi riporterà indietro, mi riportera chissa dove
E lancerò un sasso in mare per vedere se i pesci se la prendono a male o quel pescatore laggiù, col cappello calcato sugli occhi e quella mezza poseidonia tra i denti che non sembra mai contento di niente.
Mi guarda male mentre passo, io sono uno straniero e lui non conosce stranieri, conosce solo amici suoi.
E mi scatterai una foto proprio mentre  passa dietro di me quella barca dalla bocca del porto, con quel bambino che mi guarda dall’alto del pescaggio e non mi invidia; lo so perchè l’invidia e a senso unico; roba che se tu invidi lui lui non puo invidiare te, almeno spesso è cosi, deve essere così, anche se ora sorrido, a malapena, in quella foto.
E svuoterò una valigia e metterò tutto nei cassetti, in ordine per non ricordare, in ordine per fare una valigia in fretta e quando voglio, in ordine per andare lontano, per andare chissa dove.
Amico mio siamo strani non ti accorgi che siamo gli unici a sorridere?                                                                                                                                 Amico mio non ti accorgi che siamo i soli a piangere?

E credo sia vero che alcuni posti d’oltremare sembrano lontani solamente perchè non sei mai partito
E non saprei contare ormai i tramonti che ho visto da qassù, non male per un uomo delle nebbie; mi sa però che anche stavolta il sole è più veloce di me, che non l’ho gustato del tutto fino in fondo, che non voglio mai che sparisca.
E per essere incazzati c’è sempre tempo, sono quelle risate che fanno male alla schiena quelle per cui il tempo non basta mai; un pó come l’invidia, se tu invidi lui lui non invidia te, almeno spesso è così, deve essere così, deve essere per forza così accidenti.