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Bologna….che scompare…

24 Ott

Sarà che la vita spesso ti porta lontano da quello che realmente desideravi e così, succede che ti svegli una mattina come tante altre e ti vedi per quello che sei in quel momento. L’odore del caffè nei bar,il colletto della mia giacca che sa del mio profumo,il pacchetto di sigarette e le carte di credito che prendi svelto prima di uscire,la nebbia della mia città,la mia canzone preferita in radio mentre sono fermo in coda. Le persone strette nel loro cappotto e le file di ragazzetti che aspettano il bus;alcuni corrono dalla parte opposta,anche io facevo così…forse sono ancora così. Le persone che inseguono svelte le loro mete, le loro ambizioni, i loro 15 del mese; la città che respira, che al mattino ti ingabbia e la sera ti rilassa con le sue luci e i suoi rumori…questa città ha qualcosa di me che ancora non ho scoperto, ha qualcosa di magico nascosto sulla gente dondolante che guarda fuori dai finestrini dei bus verso casa. Così a furia di aggiustare il tiro ai tuoi desideri, alla fine ti accorgi che stai bene lì dove sei sempre stato; quindi è così che succede…che la gente smette di sognare…

Ross Bologna città 24 Ottobre 2013

Ma i “Giovani d’oggi” ??!

1 Ott

Sono seduto nella sala d’aspetto di un medico della mutua; luce un po’ soffusa poiché è al piano terra con quelle belle tendine alle finestre, la segretaria è china su un plico di ricette e lo mette via e poi lo riprende in mano; sembra che non abbia nulla da fare. I giornali di gossip più ‘spazzatura’ che si possano acquistare, la fanno da padrone sul tavolino alto quanto il garrese di un Beagle; accanto a me, un signore chino sul telefonino degli anni ’90; quegli indistruttibili telefonini; accanto a lui una signora anziana sulla ottantina che chiacchiera animatamente con un signore che deve avere più o meno la sua stessa età. Sembra siano degli abitué poiché conoscono la segretaria, scherzano con lei, si raccontano tra loro fatti personalissimi; credo siano di quegli anziani che vanno in quei posti giusto per fare due tre chiacchiere, per sparlare un po’. Ad un tratto però il discorso prende una piega strana, iniziano a parlare dei giovani d’oggi che non han voglia di far nulla, che non li aiutano perché, sai “sono tutti tanto occupati”, ovviamente in tono ironico, con il cellulare, la ragazza, le vacanze, andare a ballare… sento con piacere che questi signori sono molto aggiornati sui giorni nostri dalle parole che dicono. Mi piacerebbe domandargli se anche ai ‘loro tempi’ la vita per un Giovane era così dura come oggi; mi piacerebbe domandargli se anche a lui hanno fatto mille contratti da due o tre mesi non retribuiti, senza garanzie, senza sicurezze, senza contributi pensione, senza tutela alcuna da parte della legge, senza malattie e ferie pagate; mi piacerebbe domandargli, visto che sembra che solo loro si siano ‘spaccati la schiena e abbiano lavorato’, se anche ai loro tempi si leggevano annunci di lavoro incomprensibili come questo: ”Cercasi persona motivata e disposta a lavorare in team, nei weekend, la notte, apprendista con tre anni di esperienza nella mansione di vendita porta a porta, guadagni commisurati all’esperienza” ; mi piacerebbe domandargli se anche loro sanno cosa vuole dire essere bombardati giorno e notte di frasi di personaggi fantomatici e politici che ci prendono in giro ogni giorno di più. Vorrei anche domandare a questi signori, su quali basi affermano quello che stanno dicendo perché tutta la gente che conosco io gira col curriculum in mano, vorrebbe farsi una famiglia ma non può, niente mutui, niente fidi, le famiglie possono aiutarti ma non vivere un’altra vita per te e così che fai? Ti ritrovi dentro un call center a rompere i coglioni alla gente che come te non ha soldi da spendere; a provare a vendere prodotti porta a porta che nessuno acquisterà mai e, nel frattempo, gli anni passano e tu non hai nemmeno un euro di contributi per la pensione, senza contare che la maggior parte di Noi lavora per 500 o 600 euro al mese; quando va bene!. Poi si sente dire che i giovani d’oggi non hanno più sogni, che sogni dovremmo avere se non possiamo nemmeno immaginarci di mettere al mondo un figlio senza aver paura di fargli fare la fame? Che sogni dovremmo avere senza sapere se tra un mese avremo ancora quel lavoro di merda che abbiamo adesso? Che sogni dovremmo avere se ci sentiamo in colpa a chiedere il nostro stipendio con due mesi di arretrati? Questa storia dei sogni mi fa venire in mente un immagine che ho visto questa estate al mare; un ragazzino aveva perso il suo piccolo canotto gonfiabile e con lo scirocco, questo si allontanava sempre di più dalla riva come rotolando sull’ acqua. Qualcuno è partito a nuoto ma il canotto si allontanava, sempre di più, sempre di più… ecco cosa mi fa venire in mente questa storia che i giovani d’oggi non hanno più sogni.

Leggendo la “Gazzetta di Modena” questa mattina poi, ho trovato un articolo veramente ‘interessante’ che racconta la storia di quattro immigrati che lavorano qui al mercato della mia città lodandoli per i loro sforzi nel lavorare e per reggere alle tasse, all’IVA; diceva che il il 90% di bancarelle al mercato sono gestite da immigrati…che bravi, mi piacerebbe sapere se uscirà mai un articolo che invece parli delle cose reali, dei giovani come me che vivono Modena e l’Italia, dei nostri affanni e dei nostri sogni che anche senza scirocco, si allontanano sempre di più. Grazie stampa, grazie anziani…ma del resto, coi media e i politici che ci ritroviamo; mica ce la possiamo prendere con gli anziani…Giovani,  non siate schizzinosi

Ah ovviamente, il canotto mica sono riusciti a prenderlo, alla fine sì…hanno mollato e lui è sparito all’ orizzonte…

Chinatown economiche…a Modena..

15 Ago

L’altro giorno mi sono imbattuto in un banner pubblicitario alquanto “inquietante”; vendo tutto ai cinesi… La mia curiosità imprenditoriale e non, mi ha spinto rapidamente a cliccare su di esso ed entro in un sito il cui link fa tipo “cinesicompranotutto”. Praticamente si tratta di una agenzia che tu contatti in caso voglia vendere la tua attività o il tuo immobile e loro ti mettono subito in contatto con imprenditori cinesi per concludere l’affare.
Oggi è ferragosto, dicono che in città non cè nessuno, i negozi tengono tutti chiusi, tanto non verrà nessuno a ferragosto; la gente si è fatta la sua spesa per i due giorni che vengono e, sui giornali, si legge che la crisi sta distruggendo ogni cosa, anche se l’Italia forse tra un annetto uscirà dalla recessione. Io sono uno stimato fumatore e quindi, quale scusa migliore per andare a fare un giro fino alla macchinetta delle sigarette prima di pranzo il giorno di ferragosto. Bè non sono stato alla macchinetta no, mi sono fermato in uno dei centinaia di bar di cinesi che, ovviamente invece a Ferragosto, come tutti gli altri giorni e le altre sere, sono aperti. Appena entrato mi sono sentito come se fossi in mezzo ad un branco di pecore fermo in mezzo alla strada, gente fuori che chiacchiera con un caffe in mano sui tavolini, gente dentro che legge il giornale, gioca alle macchinette, acquista chewin gum o caramelline, paste, pizzette.
Sembrava un ristorante del centro al sabato sera in novembre, dove la gente fuori aspetta che si liberi il primo tavolo, al freddo, sfumacchiando.
Mi sono messo in fila pensando che dovevo andare alla macchinetta, invece, nel giro di un nano secondo, una brunetta con gli occhi a mandorla e un sorriso piccolissimo mi fa “prego ciao dimmi!” Sbigottito, intasco le ‘paglie’ ed esco…
Mentre rientravo, altri quattro bar rosticcerie e tabaccherie di cinesi erano affollate da Italiani come formiche su un formicaio. Hai capito questi cinesi, comprano tutto…e poi tengono anche aperto a ferragosto, la domenica, la sera fino all’una di notte. Ma ecco la domanda che forse farà arrabbiare qualche lettore: Che fanno invece gli Italiani delle loro attività?
Ascoltano il tg sentendo parlare di crisi e poi chiudono appena possono;i bar di Italiani sono meno forniti, meno cordiali perché mi capita spesso, in tabaccheria, di dover aspettare dieci minuti per prendere le sigarette perché la tabaccaia sta discutendo con una signora di gratta e vinci; alle sette e mezzo o prima son già tutti chiusi, ferie di venti giorni e poi, magari, ti ritrovi questi imprenditori modenesi nei bar dei cinesi a prendere i caffè la domenica mattina.
Del resto a Ferragosto si sa, chi vuoi che venga nel mio bar, la cittá è deserta, non cè nessuno, gli affari vanno male, i giornali dicono che nessuno va in ferie…..e il mio bar tabaccheria, lo tengo chiuso; e quando rientrerò dalle ferie, racconterò ai miei clienti dei giorni feriali di quanto le spiagge erano deserte, di quanto l’Italia stia andando a rotoli e invece quei dannati cinesi, hanno tutte le fortune del mondo…
Ovviamente non voglio generalizzare e la crisi è certo un problema reale ma io credo che, come diceva Einstein “è impossibile che le cose cambino se si continua a fare sempre la stessa cosa”. Mi sarebbe piaciuto andare in un bar di un modenese oggi, magari fare due chiacchere su quanta gente invece è in cittá a ferragosto, le strade sono piene, magari in dialetto, magari lui avrebbe potuto dire che non chiude di certo, che non perde opportunità invece, credo che tornerò da quel cinese entro sera….stasera grigliata ed io, ho voglia di una birra e li costa anche meno, oltre ad essere gli unici aperti…. Buon ferragosto
!

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Il mondo ammalato

14 Ago

Una volta all’areoporto di Charles de Gaulle, Parigi, uno di quegli areoporti che occupano un intero quartiere, uno di quelli dove potresti girare per giorni bevendo soltanto Starbucks in mille Starbucks diversi e comprando solo souvenire, mi si avvicinò un uomo; gli occhi a mezz’asta iniettati di sangue per il jetlag e il passo pesante di chi non dorme da giorni e cominciò a chiedermi in una lingua tipo inglese se avevo visto delle guardie in giro, un posto di polizia. A quanto capì era stato derubato e sembrava che sul serio fosse sfinito anche moralmente, di quelli che non si aspettano più nulla dalla vita, tantomeno se ti trovi in un posto pieno di Starbucks. Oggi mi sento un pò come quell’uomo fradicio di sonno a Charles de Gaulle; non per me o per la mia vita, ma per la nostra. Stamattina mi sono imbattuto in un quotidiano senza volerlo (ho quasi smesso di leggere quotidiani e le mie nozioni di cronaca e politica si limitano a quello che sento nelle caffetterie la mattina o quello che leggo on line) e non mi è piaciuto imbattermi in quel quotidiano. Cè qualcosa di strano nel mondo, cè qualcosa di diabolico nelle persone. Non sto a dirvi quale notizia in particolare mi ha spinto a scrivere su questo Blog che tenevo a lasciare muto fino a settembre. Magari lo immaginate; ma il mondo è ammalato, come la gente, ci sono troppi pazzi in giro, troppa gente che di botto TAC!! Smette di ragionare… Non mi piace questo mondo, non mi piacciono i quotidiani, uno dei motivi per cui smisi di leggerli è stata la fotografia di un gruppo di ragazzi che mostravano il corpo di un cane a cui avevano appena strappato la testa e tolto accuratamente la pelle. Mi ha fatto schifo questo mondo, ci vuole coraggio a chiamarlo mondo… Come quel tipo sgualcito all’areoporto…chissá cosa ne è di lui, ma avevamo qualcosa in comune quel giorno in cui ci siamo incontrati; eravamo entrambi scontenti di questo mondo e stanchi, tanto stanchi…non so perché condivido con Voi questo pensiero, mi piace l’idea che restasse qui questo mio pensiero, non altrove e tentomeno nella mia testa. D’altronde si scrive anche per questo no? Per allontanarsi, per sorseggiare mentalmente un cappuccino bollente di Starbucks mentre cammino tranquillo in attesa del mio volo al Terminal 3 di Charles de Gaulle.

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La capacità dimenticata del “poter cambiare”…

1 Lug

“La creatività nasce dalle difficoltà nello stesso modo che il giorno nasce dalla notte oscura.”

Sapete chi recitava anni addietro questa frase eccezionale?? No? Ve lo dico io, il grande Albert Einstein…Ma chi di noi veramente è in grado di fare quello che vi è scritto in questa potentissima riga di testo??

Forse pochi di noi, almeno alcuni dei migliori.

Ma si può sempre imparare qualcosa, sia dalle frasi dei grandi, sia dai nostri sbagli, soprattutto dai nostri sbagli.

Sì perché è così, quando qualcuno si trova in una situazione che non lo appaga più, o in cui non si sente realmente bene come prima, cerca di cambiare, un po’ come diceva Darwin…Evoluzione della specie!! Non c’è più acqua e cibo? Ci spostiamo, più avanti la troveremo.

Possiamo applicare questo concetto brevissimo in tantissimi campi, dalle relazioni personali fino al nostro lavoro, ai nostri obiettivi.

Concedetemi una vena di romanticismo; se la persona con cui stiamo non ci appaga più che facciamo? Ci sono alcuni di noi che ci stanno lo stesso, altri che si spostano, proprio come gli animali che non hanno più cibo in una determinata zona o le anatre migratorie.

Sapete quanta strada sono in grado di fare queste anatre per il loro cambiamento? Alcune anche 5000Km in circa 100 giorni…è eccezionale…

Perciò, nei momenti in cui crediamo che non ci sia più nulla ormai da fare, nei momenti bui, ci dimentichiamo che noi siamo sempre lì, ci dimentichiamo che abbiamo delle risorse, dei valori, delle IDEE!! La potenza infinita di una buona idea!!!

Un po’ come quando tocchiamo il fondo al mare per vedere quanto è profonda l’acqua…la spinta non dimentichiamo mai di darcela per risalire e più in fondo andiamo, più bella sarà quella prima boccata di aria che prenderemo!!

“Terminiamo definitivamente con l’ unico vero ostacolo che ci minaccia, cioè la tragedia di non voler lottare per superarlo”….7333274-anatre-in-volo-in-un-formazione-di-triangolo

Buona Estate Amici miei!!! E spiccate il volo!!!

Quanto amo le mie Abitudini…..sapessi….

6 Giu

Ricordo che una volta mi trovai sulle dolomiti…il paesaggio era eccezionale; l’Averau alla mia sinistra, il Becco del Mezzo dì che sembrava cantare al sole che tramontava e laggiù a nord, le Tofane, gigantesche, come un guerriero curvo a riposare, era veramente fantastico, non potevi smettere di guardare; tuttavia, dopo una settimana che ero là…non volsi più lo sguardo al paesaggio. Certo non perché non meritasse o perché fosse brutto tempo o meno bello, mi ero semplicemente abituato a guardarlo e a vederlo… sembra un esempio sciocco ma non lo è poi tanto; succede la stessa cosa a tutti, col tempo; agli innamorati ad esempio, la famosa frase “Dov’è finita la passione di un tempo!?” che rovina drasticamente tante storie che sembrano quasi perfette.

Cosa c’entra questo col post di stasera? C’entra eccome poiché voglio farvi riflettere su una cosa importantissima: l’Ambiente intorno a Noi.

Pensa per un attimo ad un tuo modo di essere che non ti piace e cerca quel qualcosa che può averti fatto diventare tale…lo troverai sicuramente se ci provi seriamente…studia le persone che ti sono vicine…

Molti hanno paure, fissazioni, incertezze, timidezze e ogni giorno che passa si convincono sempre di più di quanto siano sbagliati, ma non è così!! Una volta ero in fila in tabaccheria e una di quelle promoter di sigarette chiese al ragazzo davanti a me se fumasse e se volesse acquistare quella marca che aveva lei in mano; il ragazzo diventò paonazzo e balbettando iniziò a farfugliare frasi scombinate fino a comprare quel pacchetto… Ma come mai è diventato così? Come mai esistono gli animatori dei villaggi e i bambini che si nascondono da loro? Esistono perché sono cresciuti in ambienti così, insicuri, timidi, pudici, pieni di regole, magari gli hanno sempre ripetuto le stesse letali frasi e le stesse energie pesanti che lo hanno plasmato a quel modo…ad essere timido, insicuro. queste cose possono valere per ogni sfumatura della nostra vita…

Quindi!! Ecco come difendersi dall’ambiente in cui siamo cresciuti perché sì! Possiamo cambiarlo e siamo sempre in tempo ad imparare e ad abituarci ad essere migliori.

Prima di tutto, dobbiamo essere coscienti di questo e del fatto che molte cose non accadono perché noi siamo sbagliati, ma perché ci siamo semplicemente abituati ad essere così. Detto ciò, ecco alcuni punti da cui trarre spunto:

  • Scrivete su un foglio alcune parole in grande e con i colori che ci suscita quella parola, ad esempio se sono timido scriverò in grande tra le altre “SICUREZZA”. Abbiamo l’accortezza di posizionare queste scritte nei luoghi dove stiamo più spesso in modo da sapere che ci sono ma da non vederle…insomma, tenetele sotto gli occhi senza realmente guardarle.
  • Utilizzare una comunicazione POSITIVA…vedi post precedenti….Sempre!
  • Mettiamo come sfondo del desktop qualcosa che ci susciti allegria…colori brillanti, colori di amicizia tipo l’Arancio, il giallo, il blu!! La “libertà” del blu! Che bellezza.
  • Visualizziamo con la mente alcune delle situazioni che ci creerebbero imbarazzo e\o paura e vinciamole…sempre con la mente, magari prima di dormire, per gli insonni…o magari meditando qualche minuto.

Detto ciò, non so se conoscete la storia della rana bollita… racconta brevemente del fatto che se io metto una rana in una pentola d’acqua e accendo il fuoco, la rana non si accorgerà che l’acqua sta bollendo e morirà lì…immobile…rana

Se invece facciamo bollire l’acqua e ci gettiamo una rana dentro…questa…salterà fuori non appena tocca l’acqua…

Lascio a Voi le vostre conclusioni sull’ “abituarsi”….

A presto amici miei!

Omino grasso o Omino magro??

17 Mag

In questa rilassante e fresca sera di maggio, dopo la tempesta e gli allarmi meteo, ho voglia di scrivere un bel post, molto interessante.

Un giorno, ad un corso motivazionale sul marketing e la vendita, precisamente il cross-selling, ci hanno fatto un esempio che mi rimase in testa.

La nostra vita è un continuo tiro alla fune conteso da due entità; uno è un omino grasso, l’altro, è l’omino fisicato, quello che non beve, non fuma e che sa ciò che vuole.

Quando ad esempio alla sera siamo stanchi e affaticati e l’unica cosa che desideriamo è un’ottima pizza fumante e un paio di birre sul divano davanti alla tv…l’omino grasso inizia a tirare “Beviti un paio di birre e rilassati” e l’omino magro “hai iniziato la dieta lunedì, abbiamo corso due volte a settimana, non buttare via tutto quello che hai ottenuto fino ad oggi” e il grassoccio “ che ti frega, correrai dieci minuti in più domani, te le meriti quelle due birre cazzo!”e così via…più o meno la storia è così per ogni cosa che ci troviamo ad affrontare e a volte vince l’omino magro e a volte l’omino grasso; questo continuo vincere un po’ il grasso e un po’ il magro, fa restare la maggior parte di noi nella ‘mediocrità’.

Le persone che riescono invece a fare la differenza, sono quelle che hanno una determinazione molto forte, che hanno buone energie positive e che quando si alzano al mattino dicono “oggi sarà una splendida giornata!” e non vogliono sentire niente; sarà una splendida giornata!!.

Non è certo semplice riuscire a dare giorno dopo giorno manforte all’ omino magro, continuare a dirci che andrà tutto bene e fare del nostro meglio perché sia così; non è per nulla facile ed io, che credo e devo fermamente credere che se mi sveglio dicendo “sarà un ottima giornata” so che avrò un ottima giornata, so anche che è difficile per molti fattori ma tra questi tanti fattori uno in particolare è difficilissimo da trovare ed eliminare.

Abbiamo parlato di empatia e della capacità dell’uomo di influenzare l’umore degli altri e di quelle persone che sono in grado di farlo.

Cosa succede se nella mia vita, come forse tantissimi di noi, hanno persone negative, pesanti, proprio accanto a loro; ogni giorno, ogni ora e sono persone che magari non puoi e non vuoi per nulla al mondo tagliare dalla tua vita?Certe volte può essere un genitore, un carissimo amico o perché no, potrebbe essere anche il\la propria compagna.

Come posso difendermi da questa negatività che viene da una di queste persone a noi così care??.

Bella domanda vero? Anche perché se non diamo risposta a questa, tutta o buona parte della legge di attrazione o del bel parlare di energie e aure andrebbe in fumo…io ho dovuto trovare una risposta e ci sono riuscito.

Non so, ora, se qualcuno di quei bravi relatori motivatissimi che sapevano di caffè e che erano a parlare sul palco quella domenica mattina alle nove, si siano mai chiesti una cosa del genere; non so nemmeno se sarebbero in grado di rispondere eppure, centinaia di persone hanno questo problema enorme da risolvere.

Facile dire “taglia i rapporti negativi, circòndati di positività”…che taglio? non voglio tagliare la mia vita; so che anche voi avete avuto o avete tuttora situazioni simili.

Voglio lasciarvi riflettere come ho fatto in altri post…questo Week-end…magari leggere cosa ne pensate e poi, lunedì, di buon ora magari, darvi qualche informazione in merito; quindi che dire, per questo week-end, facciamo prevalere l’omino grasso e poi….. da lunedì!!

Buon relax!! Al prossimo post!

Ross..

La legge di Attrazione

13 Mag

C’era una volta un tizio di nome Wallace, Wallace Wattles.

Viveva nel Midwest, USA, a cavallo tra ottocento e novecento, faceva lo scrittore, aveva il viso allungato e occhi scavati, quasi calvo e tutte le fotografie di lui che ci sono in giro oggi sono in bianco e nero e a grossa grana. Un grande cranio e orecchie piuttosto a sventola, spalle spioventi e sorriso compiaciuto.

Costui non è famoso e compiaciuto nelle vecchie fotografie per aver scritto grandi romanzi, almeno non solo; è famoso per aver scritto una delle opere più interessanti e scientificamente controverse che siano mai state pubblicate.

Wattles scrisse “The Science Of Getting….RICH!” ovvero, “la scienza del diventare ricchi!!”.

Ora non vi sto certo a dire che funzioni e che lui fosse ricchissimo poiché non ne ho idea, la cosa importante è che questo suo libro si basava su una cosa che ha destato immediatamente la mia curiosità ovvero, la “Legge di attrazione”!.

Ci sarà modo nel corso dei giorni e del blog di approfondire alcune cose a riguardo ma quello che posso accennarvi ora è che il Sig. Wattles sosteneva che ogni uomo, di ogni razza, età e sesso, sia in grado di emanare vibrazioni o, se preferite, energie; queste energie possono essere positive o negative e in base al tipo di energia che emaniamo, attiriamo a noi energie dello stesso tipo.

Badate che non sono cose che la scienza non spiega e per le quali ha messo una pietra sopra come si fa di solito coi ‘ciarlatani’; la scienza crede semplicemente che non ci siano prove a sufficienza e che non ci sia il modo di testare questa legge, prima di parlare di bufala.

Questa legge non solo spiega e illustra come funzionano queste energie per attrarne altrettante nel mondo fisico, ma spiega anche come mai, quello che tu dai all’universo poi in qualche modo ti ritorna indietro nella stessa misura. Ad esempio se tu sei disonesto con qualcuno ecc, probabilmente non si sa come e perché (almeno noi, Wattles lo sapeva e lo spiega) questa cosa ti tornerà indietro.

Questo modo di pensare è comunissimo, capita a tutti quanti di credere in questo principio che pure, non ha nessun effettivo fondamento reale eppure ognuno di noi, nel suo piccolo crede in questa pensiero.

La legge di attrazione si basa sul principio che se tu hai un obiettivo, te lo visualizzi, ci credi fino in fondo e soprattutto, ti assumi la responsabilità della tua vita e dei tuoi errori, oltre che dei successi, quell’obiettivo sarà tuo, ti arriverà direttamente dall’universo!.

Fantastico questo Wattles non è vero?!.Wallace Wattles

Prima di addentrarci insieme, ovviamente vi terrò aggiornati qui sul blog, nella scoperta della legge di attrazione, mi piacerebbe che facessimo insieme un esperimento…rispondiamo ad alcune brevi domande.

 

Voi cosa desiderate dalla Vostra vita?

Le cose che vi sono accadute fino a qui, belle o brutte, pensateci, perché sono accadute?

Riesco a darmi la colpa o il merito di ogni cosa?

 

Del resto, come diceva il grande Buddha, che fu uno dei primi a mostrare la legge di attrazione all’Uomo, “quello che sei diventato, è quello che hai pensato”.

Parleremo di questo fitto argomento anche nella web radio “tweetoracolo” domani sera alle 21e30 circa su www.radiotweetitalia.com e sarà una puntata molto interessante…

A presto!!E mi raccomando, pensieri positivi!!

1 Mag

L’altra sera la città era stupenda, sembrava dormire, il sole quasi giallo prima di sparire del tutto diffondeva in mezzo alla foschia dei primi giorni caldi di fine aprile una luce senza ombre, quasi surreale.

La tangenziale sbuffava tranquilla, i cittadini erano già tutti fermi a casa o in qualche bar e proprio lungo la via del ritorno ho incontrato un uomo sdraiato sulla mezzeria di un parcheggio, deserto ormai, era tranquillo anche lui e dava modo alla scena di assumere una consistenza definita di assopimento.

Non so perché se ne stava lì, fatto sta che sono strane quelle giornate in cui fermi tutto; il ritmo della vita, dei pensieri, il ritmo di certi cuori che finiscono per divorarci completamente o il ritmo di certi occhi come quelli che incontri quando scatta il verde pedonale nelle strade di Parigi, tu vai da una parte insieme a tanti e tanti altri vanno dalla parte opposta eppure, qualche sguardo lo incontri, fugace, come il maestrale che porta le nuvole a costa appena prima che piova; poi te li dimentichi subito, certi sguardi, ma ti hanno lasciato qualcosa.

Sono strane quelle giornate in cui fermi tutto perché per un attimo credi di avere tempo per te, per quello che vuoi veramente fare.

E poi ci sono quegli amici che rientrano nella tua vita così, proprio come una di queste giornate “lunghe” e ti danno modo di ripensare a quanta cazzo di acqua riesca a passare sotto quei fottuti ponti e certa gente, che una volta era parte di te, sembra che nemmeno se ne sia accorta.

Quanto odio quelle situazioni in cui vecchi conoscenti ti incrociano e ti dicono “poi ti chiamo!! Ci beviamo qualcosa”.

Ma sì…beviamoci qualcosa, almeno fino alla prossima giornata in cui avrò la presunzione di tenermi del tempo per me, tutto mio…

A volte invidio questo tizio nella foto; maglioncino sbiadito, gambe incrociate, mani dietro la testa, nessuno che ha bisogno di lui, nessuno che ha da dirgli nulla…lo invidio un po’…perché non sta neanche a pensare a che cosa posso pensare io nel trovarlo lì, sdraiato in mezzo al parcheggio mentre accendo la macchina e se ne frega di quanta acqua possa passare sotto quei fottuti i ponti mentre te ne stai tranquillo così, a tenere del tempo per te.

Che bella serata, non si sente niente…ManOnTheRoad

Lettera a Babbo Natale…

12 Dic

Caro Babbo Natale,

è strano come cambino i desideri nel corso della vita, io una volta, da bambino, chiedevo l’elicottero dei pompieri, quel fantoccino coi muscoli pompatissimi e la divisa da militare oppure chiedevo i soldi per poter fare un giretto sugli aereoplani che dall’aereoporto di Marzaglia ti facevano per mezz’oretta vedere la città dall’alto, un punto di vista che tutt’ora mi affascina. Quando ero bambino, mi sembrava di non avere niente e i desideri si sprecavano. Non sono mai stato uno di quei bambini che chiedono a Babbo Natale che i suoi genitori tornino ad amarsi o che tornino insieme oppure di quelli “buonissimi” che chiedono a babbo natale la pace nel mondo o che i bambini guariscano, io sono sempre stato egoista, i miei genitori mi han sempre dato tutto quello che volevo, mi hanno viziato forse troppo, almeno fino a quando non sono cresciuto, fino a quando non ho cominciato a desiderare anche io desideri più “veri”, desideri che i miei genitori non potevano comperarmi e che ho presto imparato che nemmeno io, con tutti i soldi del mondo, potevo regalarmeli. Sarebbe bello poter barattare ora qualche mio desiderio con l’elicottero dei pompieri, col fantoccino muscoloso, barattarne uno o tutti quanti, per avere ora quello che vorrei. Ora ho quasi tutto quello che chiunque possa volere, la vita mi ha portato abbastanza lontano da quei liberissimi pensieri di bambino, ho tutto quello che molti desiderano. Mi sono circondato di cose belle, belle da guardare, mi sono concesso dei lussi che probabilmente sono talmente futili quanto indispensabili, mi sono concesso di vivere, di amare, di sorridere e di piangere, mi sono concesso di starmene sdraiato a dormire dopo aver fatto l’amore x tutta la notte, mi sono concesso di vincere, qualche volta, sulle risate della sorte. Eppure ho sempre l’impressione che mi manchi qualcosa, c’è sempre dentro di me un desiderio. Come mai Babbo Natale abbiamo sempre bisogno di qualcosa, come mai non sei in grado di colmare per una volta i miei desideri. Vorrei un pianoforte, di quelli d’epoca color noce, pesante, che sappia di cera d’api d’avorio e di legno, che abbia il tappetino vellutato rosso amaranto che copra la tastiera ingiallita dal tempo, dal tabacco; vorrei potermi sedere davanti a quel piano e sentire la pelle d’oca che dalla schiena, lentamente, sale fino alla testa, alle mani alle braccia, vorrei poter vibrare anche io assieme ai suoni, nell’aria, leggerissimo quanto un diesis appena sfiorato o arrabbiato in vorticose virate in uno splendido notturno di Chopin, quando le dita partono da sole a scivolare sui tasti ed allora non sei più uno che suona un piano, sei il piano, senti quello che pensa, pensi quello che lui suona. Vorrei vivere per sempre giovane, per sempre così, a farmi docce bollenti dopo palestra, a fare vasche in piscina e quando sollevi la testa per respirare di lato, l’acqua ti accarezza il viso, ti scivola via assieme a tutti i pensieri; vorrei avere un paio di ali enormi, proprio qui, sulla mia schiena per poter prendere il volo quando e da dove voglio, per sollevarmi rapidamente e lasciarmi trasportare da qualche termica al di sopra delle città, delle montagne, dei laghi, del mare, al di sopra delle nuvole per avere sempre il sole in faccia e poter vedere sempre le stelle. Vorrei aver per sempre il cuore forte, un cuore che mi permetta di lanciarmi nel vuoto, un cuore che mi impedisca di dormire quando batte forte dopo gli incubi, un cuore che mi lasci innamorare e poi soffrire per riiniziare tutto da capo senza pensare alle botte che ha preso e senza aver paura di sanguinare ancora. Vorrei avere coraggio anche io, per poter dare per una volta quel che sento a qualcuno senza chiedermi che ne farà. Vorrei avere sempre le cose chiare in testa e sognare soltanto quello che voglio, capire le persone da uno sguardo, vorrei aver sempre la forza di viaggiare, il gusto di chiedermi ad un certo punto “ed ora? Dove diavolo sono?”e il gusto di riguardarmi indietro e vedere la strada fatta senza mai dire “ora è tardi”. Vorrei riuscire a sfruttare la vita, gli attimi che velocissimi scorrono intorno a me e utilizzarne ognuno di questi per fare scelte sempre diverse, sempre nuove, sempre pericolose. A volte vorrei starmene qui, rilassarmi, farmi accarezzare dalle mani calde di qualcuno che non ha gettato via quello che le ho dato; vorrei poter dormire, sentire il rumore del suo respiro che pianissimo mi culla nella notte, vorrei poter pensare per due, non esser più egoista e camminare strettissimi in quei piccoli vicoli di venezia verso sera, cercando una taverna, un ristorante con le luci soffuse e rapire i suoi occhi, per qualche istante appena. Vorrei….vorrei, ci sono tante di quelle cose che vorrei che mi sembra di essere tornato bambino, quando sembrava di non avere mai niente, quando i desideri si sprecavano. Quando ero bambino bastava la spalla di mia madre per farmi addormentare; quando volevo ridere bastava che mio padre mi sollevasse in aria e mi tenesse lì a farmi giocare con le sue mani enormi e con la sua solida schiena su cui montare. Sta arrivando un altro Natale e quel signore che si stringe sù nel cappotto mentre sbadato attraversa la strada con la sigaretta in bocca, mi fa venire voglia di uscire anche io; scattare un paio di foto, cercare qualche desiderio, soffermarmi in un bar a guardare mentre la vetrina si appanna all’ora di punta; fare un bell’albero di Natale; il Natale…ci siamo ancora tutti? per fortuna anche quest’anno ci siamo ancora tutti e te, Babbo Natale, vedi di portarmi un pò quello che ti pare…tanto ormai ho capito che non c’è nessun Babbo Natale…