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Quanto amo le mie Abitudini…..sapessi….

6 Giu

Ricordo che una volta mi trovai sulle dolomiti…il paesaggio era eccezionale; l’Averau alla mia sinistra, il Becco del Mezzo dì che sembrava cantare al sole che tramontava e laggiù a nord, le Tofane, gigantesche, come un guerriero curvo a riposare, era veramente fantastico, non potevi smettere di guardare; tuttavia, dopo una settimana che ero là…non volsi più lo sguardo al paesaggio. Certo non perché non meritasse o perché fosse brutto tempo o meno bello, mi ero semplicemente abituato a guardarlo e a vederlo… sembra un esempio sciocco ma non lo è poi tanto; succede la stessa cosa a tutti, col tempo; agli innamorati ad esempio, la famosa frase “Dov’è finita la passione di un tempo!?” che rovina drasticamente tante storie che sembrano quasi perfette.

Cosa c’entra questo col post di stasera? C’entra eccome poiché voglio farvi riflettere su una cosa importantissima: l’Ambiente intorno a Noi.

Pensa per un attimo ad un tuo modo di essere che non ti piace e cerca quel qualcosa che può averti fatto diventare tale…lo troverai sicuramente se ci provi seriamente…studia le persone che ti sono vicine…

Molti hanno paure, fissazioni, incertezze, timidezze e ogni giorno che passa si convincono sempre di più di quanto siano sbagliati, ma non è così!! Una volta ero in fila in tabaccheria e una di quelle promoter di sigarette chiese al ragazzo davanti a me se fumasse e se volesse acquistare quella marca che aveva lei in mano; il ragazzo diventò paonazzo e balbettando iniziò a farfugliare frasi scombinate fino a comprare quel pacchetto… Ma come mai è diventato così? Come mai esistono gli animatori dei villaggi e i bambini che si nascondono da loro? Esistono perché sono cresciuti in ambienti così, insicuri, timidi, pudici, pieni di regole, magari gli hanno sempre ripetuto le stesse letali frasi e le stesse energie pesanti che lo hanno plasmato a quel modo…ad essere timido, insicuro. queste cose possono valere per ogni sfumatura della nostra vita…

Quindi!! Ecco come difendersi dall’ambiente in cui siamo cresciuti perché sì! Possiamo cambiarlo e siamo sempre in tempo ad imparare e ad abituarci ad essere migliori.

Prima di tutto, dobbiamo essere coscienti di questo e del fatto che molte cose non accadono perché noi siamo sbagliati, ma perché ci siamo semplicemente abituati ad essere così. Detto ciò, ecco alcuni punti da cui trarre spunto:

  • Scrivete su un foglio alcune parole in grande e con i colori che ci suscita quella parola, ad esempio se sono timido scriverò in grande tra le altre “SICUREZZA”. Abbiamo l’accortezza di posizionare queste scritte nei luoghi dove stiamo più spesso in modo da sapere che ci sono ma da non vederle…insomma, tenetele sotto gli occhi senza realmente guardarle.
  • Utilizzare una comunicazione POSITIVA…vedi post precedenti….Sempre!
  • Mettiamo come sfondo del desktop qualcosa che ci susciti allegria…colori brillanti, colori di amicizia tipo l’Arancio, il giallo, il blu!! La “libertà” del blu! Che bellezza.
  • Visualizziamo con la mente alcune delle situazioni che ci creerebbero imbarazzo e\o paura e vinciamole…sempre con la mente, magari prima di dormire, per gli insonni…o magari meditando qualche minuto.

Detto ciò, non so se conoscete la storia della rana bollita… racconta brevemente del fatto che se io metto una rana in una pentola d’acqua e accendo il fuoco, la rana non si accorgerà che l’acqua sta bollendo e morirà lì…immobile…rana

Se invece facciamo bollire l’acqua e ci gettiamo una rana dentro…questa…salterà fuori non appena tocca l’acqua…

Lascio a Voi le vostre conclusioni sull’ “abituarsi”….

A presto amici miei!

Una sera di Luglio

6 Lug

Il sole che spunta dopo che ha piovuto, verso sera in estate, ha un colore così nitido che ti sembra di non averlo mai visto così caldo e colorato; talmente colorato che nei riflessi, in casa, colora anche le ombre.

Quella luce così, che entra quasi senza dare fastidio. Poi si specchia contro le cose e torna indietro, in migliaia di raggi caldissimi. Ti senti in grado di concederti ogni cosa in quel momento…annoiato come il fumo della sigaretta che sale immobile verso l’alto; tempestoso appena si fa sù come un fagotto a pochi metri nell’aria in tanti riccioli densi.

Sta passando una signora vestita leggera in bicicletta, il suo cane la segue zampettando guardando distratto a destra e a sinistra; il mio guarda la strada attento…io guardo la scena dall’alto.

Strano come spesso ci si senta fuori posto, fuori tempo, fuori giro, anche se poi ho imparato che certi sogni passano ogni tanto e lì è più questione di fortuna; o c’eri o non c’eri. Come quando ti rammarichi di non essere stato là in casa a guardare quei riflessi che fa il sole dopo che ha piovuto, a farti illuminare le mani mentre fumi una sigaretta col fumo più annoiato di te, quando credi di essere tu quello che è passato guardandosi distrattamente e velocemente intorno, quando ti accorgi che bene o male doveva andare così; quelle cose perdute che è difficile far tornare, quei treni passati che è stato difficile prendere, quelle panchine sempre calde in stazione perché eravamo seduti là già da un pezzo. Un po’ come un blog; lo fai e magari ti alzi in piedi e puoi chiedere a qualcuno che passa distratto… “scusa, il treno a che ora passa?” e lui ti guarda con gli occhi di chi ha già fatto quella domanda prima di te, ad un altro che aveva i suoi stessi occhi di ora e lui, aveva i tuoi.

Il cane continua a guardare attento la strada, adoro quando tiene la bocca chiusa e le orecchie avanti verso gli occhi.

Tra poco tornerà il sole…

La mia parte mancante…

9 Mag

Il mio lavoro è fatto di un sacco di Chilometri (scriverlo è lungo quanto percorrerli..ufff..) , un sacco di autostrade e di stazioni di servizio in cui fermarti a fumare; caffè, telefonata di piacere, Toilette…quelle cose da aerea di servizio insomma.

E’ fatto di tante strette di mano, talmente tante che dopo un pò hai la capacità, prima di darle, di concentrarti a darle in un certo modo; è fatto di tanti discorsi e speranze che non sempre si avverano; è fatto di uomini d’acciaio…come uno che conosco troppo bene..

A volte però, come in questo periodo, ci sono le Fiere, in cui si espone e si aspettano clienti. Per uno come me, che fa il mio lavoro…è il massimo; per una volta tu sei lì, fermo immobile, sono i clienti che ti vengono a cercare, così dal niente! Un sogno…

Alle fiere ci sono altri migliaia di personaggi come te…giacca e cravatta, scarpe lucide, cellulare in mano, studiano la situazione intorno al loro stand come pesci che da dentro un acquario aspettano….la preda giusta!

Alla fiera poi ci sono le ragazze succinte, molto succinte, per far sorridere quelli come te…magari, proprio mentre passava la preda giusta…

Alla fiera si dispensano un sacco di sorrisi fasulli ed è proprio in quel momento che mentre osservi dalla tua boccia piena d’acqua un altro come te, dentro un acquario che aspetta la preda e sorride e da strette di mano; in quel momento ti accorgi che tu non sei così.

Io non penso alle prede, penso che fuori c’è il sole e che mi piacerebbe essere là sotto di lui, penso che se non ci fossero le ragazze succinte forse non ci sarebbero nemmeno inutili…prede! Penso che i miei tatuaggi hanno bisogno di respirare, penso che vorrei cambiare tutto e sparire…. pensi che invece sarà la tua vita….sognando il sole al chiuso in un acquario pieno di tanti falsi sorrisi…del resto, un uomo d’acciaio ha dispensato sorrisi fasulli tutta la vita per farmi diventare quello che sono, ha dispensato strette di mano eccellenti per aiutarmi a essere lì, in quel momento.

Cosa si fa di solito in una vita? Passa in fretta, si nasce, si cresce e si invecchia…cosa si fa se non si fa in tempo a sapere che cosa si vuole?

L’altro giorno in una delle mie tante stazioni di servizio, durante una sigaretta ascoltavo un bambino parlare a suo padre e diceva: “papà da grande voglio fare quello che inventa l’I-Pad” …lo capisco bene…io volevo fare l’aereoplano…

La forma che volevo

2 Mag

Da piccolo giocavo con il dash, la plastilina,

potevo dargli la forma che desideravo

hai mai provato a camminare scalzo sui prati? L’odore dell’erba, il fresco della terra

Hai mai provato a modellare della pasta? La forma che vuoi, il fresco della terra

Tu avresti potuto fare di più, avresti dovuto

Potevi darmi la forma che volevi

Non mi piace quella che mi hai dato

Non rispecchia nemmeno una delle mie curve

Hai mai provato a tuffarti dall’alto? Nel modo che vuoi, il fresco dell’acqua

Io sì, l’ho già fatto

Da piccolo volavo via sul mio aquilone

Potevo andare dove volevo

Hai mai provato a venire sul mio aquilone? Il rumore della vela, Il fresco del vento

Hai mai provato a lanciarti dall’alto? Il mal di stomaco, il fresco dei brividi

Io sì, l’ho già fatto.

Dicono che si impara tanto da chi soffre, io da piccolo dipingevo

tu non ci hai mai fatto caso

Forse avresti potuto imparare qualcosa

deve essere piuttosto complicato fare i genitori…